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L'impiego di software open source comporta nella pratica tanti vantaggi.
Secondo
gli analisti di Forrester Research
http://www.forrester.com/
, circa il 43% di tutte le aziende europee vuole arrivare a impiegare
software libero in ambienti di produzione nel medio termine. Il 30%
degli intervistati vuole abbandonare completamente i precedenti
modelli di licenza e passare del tutto a software libero.
Questo vale sia per ambienti Unix/Linux che Windows, i progetti open
source, infatti, sono disponibili per entrambe le piattaforme.
L'indipendenza dal produttore, è uno dei vantaggi che si
ottengono utilizzando software open source.
Utilizzando software prodotto da una azienda che controlla il mercato
comporta dei rischi: si è costretti a usare il pacchetto
completo messo a disposizione da un produttore e a seguire i suoi
cicli di sviluppo e di innovazione, che piacciano o meno.
Un tipico esempio è il caso di Microsoft: interrompendo il
supporto per una versione di un sistema operativo come Windows NT
costringe l'azienda all'upgrade del sistema operativo. Questo si
traduce in costi che, a seconda delle postazioni utilizzate in
azienda, possono tramutarsi in cifre rilevanti. Voglio comunque
sottolineare che anche una singola postazione, per un'azienda molto
piccola, è un costo elevato visti i prezzi per il nuovo Win
Vista.
Bisogna inoltre ricordare che un upgrade da Win NT o XP a Windows
Vista, ha quasi certamente bisogno di un upgrade hardware. Microsoft,
in particolare, tende ad appensantire molto le richieste hardware per
ogni upgrade di sistema.
Linux, tanto per prendere un sistema operativo open source diffuso,
è molto meno esoso di risorse hardware in più è
modulabile, questo significa che si caricano solo i programmi
necessari per il funzionamento specifico di una macchina. Un esempio
può essere un server web in cui si possono tranquillamente
mettere interfacce grafiche e programmi multimediali. In questo modo
si riescono a far riconoscere macchine datate non più
utilizzabili con i sistemi microsoft.
Un'altro
esempio è una macchina da usare con il pacchetto Open Office.
Per tale scopo si può tranquillamente utilizzare un vecchio
Celeron 600 con l'ultima versione di Debian e Open Office. Le
prestazioni non saranno delle migliori ma per l'uso magari sporadico
di un piccolo ufficio possono essere sufficienti.
I formati proprietari delle applicazioni tradizionali sono uno
svantaggio che spesso o non viene considerato o è mal
valutato.
Diversamente da Microsoft Office, Open Office a partire dalla
versione 2 utilizza il formato Open Document di OASIS. Questo formato
basato su XML viene usato anche da altre suite office, ad esempio
quella di IBM. Ricordo, comunque, che Open Office è
compatibile con i formati Microsoft.
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