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La maggior parte
delle imbarcazioni da diporto sono costruite in Vetroresina,
materiale dalle ottime caratteristiche, ma non privo di difetti.
Nelle barche normalmente troviamo due tipi di vetroresina:
- il single skin o monolitico utilizzato principalmente per la fabbricazione dello scafo;
- laminati in sandwich, normalmente utilizzato per la fabbricazione delle coperte, paratie,
rinforzi e pannelli calpestabili;
Il laminato monolitico è meno rigido se confrontato al
sandwich, a parità di peso, risulta però più
resistente all'umidità e più facile da ripristinare in
caso di formazione di Osmosi. Anche la riparazione conseguente ad
urti è più semplice nel laminato monolitico, inoltre,
quest'ultimo non soffre quando deve essere perforato per il
posizionamento dei passascafi.
Escludendo i difetti dati da una errata costruzione, le principali
“malattie” della vetroresina sono:
- OSMOSI
- INTRUSIONE D'ARIA
- DELAMINAZIONE – DISTACCHI
Questi difetti possono avere diverse origini, errata lavorazione,
ambiente di lavoro non adatto alla manipolazione della vetroresina,
incidenti che causano urti o stress meccanici del laminato, qualità
della resina, ecc..
OSMOSI
Un manufatto composto da resina e lana di vetro con il passare del
tempo è soggetto ad un processo degenerativo delle sue
caratteristiche di resistenza e permeabilità. Con il passare
del tempo la vetroresina è destinata ad assorbire umidità,
gli scafi delle barche rimanendo per la maggior parte del tempo in
ambiente marino subiscono più velocemente questo processo.
Lo strumento più diffuso per valutare l'osmosi in uno scafo, è
l'igrometro.
Con questo strumento si misura l'umidità relativa del
manufatto in vetroresina, quindi per confronto si stabilisce che
alcune zone sono più umide di altre.
Il problema di tale misura si trova nella modalità con la
quale lo strumento agisce, l'igrometro infatti misura per punti
costringendo l'operatore a provare a caso su più parti della
barca.
Con la termografia, invece, si riesce a riprodurre l'eventuale
fenomeno osmotico in un termogramma che copre una zona più
vasta di superficie, rispetto all'igrometro, ed effettuando più
riprese può coprire tutta la superficie dello scafo.
PERCHE' L'ANALISI TERMOGRAFICA PUÒ INDIVIDUARE L'OSMOSI?
Per capire come la termografia può essere uno strumento utile
nella valutazione dell'osmosi in una barca, vediamo prima cos'è
e come si forma l'osmosi in uno scafo in vetroresina.
L'ambiente umido in cui il manufatto in vetroresina normalmente
risiede, con il tempo crea nella stratificazione del laminato, delle
microcamere.
Nelle microcamere ha inizio la formazione di umidità, creata
da cattiva lavorazione e catalizzazione o per passaggio di particelle
d'acqua attraverso il gelcoat, che in seguito per idrolisi forma un
liquido denso nella microcamera.
In fisica e chimica l' osmosi è il fenomeno consistente nel movimento di diffusione
di due liquidi miscibili di diversa concentrazione, attraverso un
setto poroso o una membrana, semipermeabile o permeabile ai due
mezzi. Ogni soluzione possiede una pressione osmotica che è
direttamente proporzionale alla sua molarità. Quando sui due
lati della membrana si trovano soluzioni a diversa concentrazione,
la differenza di pressione osmotica muove le molecole di solvente
dalla soluzione più diluita verso la soluzione più
concentrata, fino a quando le concentrazioni delle due soluzioni
diventano identiche e i due potenziali chimici si equivalgono.
Nello scafo della barca succede proprio questo, il liquido più
denso si trova nel laminato, il gelcoat e lo stratificato fanno da
membrana e l'acqua è il liquido più fluido, per osmosi
il liquido presente nelle microcamere aumenta di volume e con il
tempo forma una bolla visibile sulla superficie dello scafo.
L'osmosi, generalmente, si forma sulle parti immerse dello scafo come
la carena e il timone.
La termografia individua i fenomeni osmotici, come differenza di
temperatura rispetto alla parte sana del laminato.
I raggi infrarossi emessi dallo scafo, nei punti afflitti da osmosi,
avranno delle caratteristiche diverse rispetto al resto della
superficie in quanto la presenza di umidità influisce sulla
temperatura.
Con la termografia attiva si può creare uno scambio termico
nel laminato (tra interno ed esterno) e visualizzare l'andamento
delle temperature della zona interessata.
DELAMINAZIONI
DISTACCHI
La delaminazione è un processo di rottura caratteristico dei
materiali compositi ed è caratterizzato dalla separazione
delle lamine.
Come tutti i materiali anche quelli compositi sono sede di difetti,
microcavità, inclusioni, disuniformità strutturali che
ne pregiudicano il comportamento meccanico nel tempo. Queste
imperfezioni, che possono non avere diretta influenza sulle proprietà
meccaniche quali la resistenza a trazione o la rigidità del
materiale, possono, tuttavia fungere da punto di innesco per estese
delaminazioni; una compressione nel piano del laminato è
sufficiente per innescare e propagare una frattura interlaminare,
ovvero una frattura che si sviluppa all'interfaccia tra due lamine
adiacenti.
Molti di questi difetti hanno origine durante la produzione, altri si
generano durante il trasporto e l'assemblaggio, durante i quali il
materiale può essere sollecitato da sforzi differenti per
direzione e intensità rispetto a quelli per i quali era stato
progettato.
Come per l'osmosi, anche in questo caso, la termografia può
rivelare la presenza di distacchi (non troppo piccoli dell'ordine di
qualche millimetro) per differenza di temperatura.
La zona interessata da distacco presenterà delle temperature
diverse in quanto la trasmissione di calore viene influenzata dalla
interruzione creata dalla delaminazione.
VERIFICHE
SCAFI
Durante una trattativa di compravendita di una imbarcazione, è
importante sapere se lo scafo ha subito delle riparazioni o dei
trattamenti preventivi per l'osmosi.
I cambiamenti di materiale creati da stucchi o resina epossidica sono
visibili agli infrarossi. Le parti sottoposte a riparazione avranno
diverse caratteristiche termiche individuabili con la termografia.
Una barca sottoposta a trattamento antiosmosi viene sottoposta a
sabbiatura e viene asportato il gelcoat e le parti di fibra di vetro
rovinate.
Successivamente lo scafo viene ricostruito con nuovi strati di fibra
di vetro e resina epossidica (epoxy). Tale lavorazione costituisce un
cambiamento di materiale nascosto dalla vernice e quindi invisibile
all'occhio umano ma visibile all'infrarosso.
BARCHE IN
LEGNO
Anche gli scafi in legno possono essere ispezionati con la
termografia.
Il legno è un materiale che assorbe facilmente umidità,
risulta quindi importante che i trattamenti superficiali, vernice,
siano integri in modo da non permetter l'assorbimento dell'acqua.
Il legno imbevuto d'acqua cambia la sua temperatura a causa della
massa d'acqua.
Misurando con la termocamera la temperatura superficiale della
tavola, le parti impregnate avranno temperature diverse rispetto le
zone più secche.

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